Le français parlé: dall'oralità alla scrittura
Questa prima parte del corso introduce la distinzione fondamentale tra lingua orale e lingua scritta in francese, analizzando i diversi livelli (fonico, grafico, morfologico, stilistico) su cui si manifesta questa differenza. Si tratta di una base teorica indispensabile per capire i fenomeni di variazione linguistica trattati più avanti.
Gli ordini della lingua e i cinque sensi
La lingua si realizza attraverso due canali distinti, chiamati ordini:
- Ordine scrittural → canale visivo, realizzazione grafica tramite idéogrammes, può essere oggetto di scription (scrittura).
- Ordine oral → canale auditivo, realizzazione fonica, può essere oggetto di audition (ascolto).
Dai ruoli comunicativi derivano anche i nomi dei soggetti coinvolti: chi legge è il lecteur/ice, chi scrive è lo scripteur/ice, chi parla è il locuteur/ice e chi ascolta è l'auditeur/ice.
Comunicazione verbale, para-verbale e non verbale
Analizzando una trascrizione (La vie ici, 13 aprile 2018) emerge che l'énoncé phonique è sempre ancorato alla situazione di comunicazione (è interlocutivo, non monolocutivo), mentre l'énoncé graphique è distaccato da essa, perché la scrittura non restituisce tutto ciò che accade a livello orale.
Oltre al livello verbale (legato al significante/segno linguistico), la comunicazione orale comprende altri due livelli:
- Communication para-verbale: comunicazione vocale distinta dal linguaggio vero e proprio — tono, volume, inflessione, altezza della voce. Alzare la voce, ad esempio, veicola un senso aggiuntivo rispetto alle parole pronunciate.
- Communication non verbale: tutti gli elementi di uno scambio che non dipendono dal senso letterale delle parole usate.
Un esempio pratico analizzato è l'intervista video di Jamel Debbouze, che racconta un incidente con un autobus in cui ha perso un braccio. Il suo modo di parlare è un'oratoire de l'improvisation: non fluido, pieno di esitazioni. Nella trascrizione si notano ripetizioni e balbettii ("sur le... sur un quai de de du d'une gare...").
Trascrizione dell'orale spontaneo
La trascrizione mot à mot di un discorso mostra i tratti tipici dell'oral spontané:
- la ripetizione, tratto sintattico tipico dell'orale;
- l'onomatopea dell'esitazione;
- élisions a livello morfologico;
- numerose interiezioni: euh, hein, bon, ben, hop;
- assenza sistematica del ne di negazione.
A livello di aspetto fonico, il discorso orale è prodotto in continuo: sono visibili le fasi della sua costruzione (ricerca di parole, andirivieni, correzioni, incidenti), tipiche del discorso spontaneo.
A livello di aspetto grafico, invece, il discorso è prodotto in differita: la fase di formulazione e quella di comunicazione sono separate, e il risultato è un discorso "consegnato" come fosse un prodotto finito.
Aspetto stilistico: dall'orale allo scritto
Lo style parlé e lo style écrit riguardano il modo di costruire le frasi (sintassi) e la scelta del lessico. È importante ricordare che lo stile può essere più o meno parlato o più o meno scritto: non è una distinzione rigida ma un continuum.
| Parlé | Écrit |
|---|---|
| T'excuse pas | Ne t'excuse pas |
| j'voulais gagner un peu d'temps j'ai vu l'bus passer et j'voulais pas l'rater | Je voulais gagner un peu de temps. J'ai vu le bus passer et je ne voulais pas le manquer. |
Lo stesso fenomeno si osserva confrontando un'intervista radiofonica trascritta con la sua versione pubblicata su un articolo di giornale:
| Oral trascritto (radio) | Versione scritta (giornale) |
|---|---|
| Oui je voulais en en rajoutant ce que disait ce que disait Yves évidemment quand on pense à la médecine et la recherche souvent dans les autres | Je voudrais répondre sur ce que dit Yves Agid. En médecine et dans les autres disciplines, on distingue le sujet sain et le sujet malade. |
Nel passaggio dall'orale spontaneo allo scritto si osservano alcune trasformazioni tipiche:
- cancellazione delle disfluences (ripetizioni come "ce que disait ce que disait");
- modifica dei tempi verbali (voulais → voudrais, disait → dit);
- riformulazioni lessicali più precise (evidemment quand on pense à la médecine → en médecine).
Il continuum oral/écrit: differenze materiali
Le condizioni materiali di realizzazione dell'orale e dello scritto si oppongono per natura: l'orale è un processo essenzialmente temporale (si svolge in un lasso di tempo), lo scritto è un processo a dominante spaziale (occupa uno spazio che si può rileggere e correggere).
Questa differenza ha conseguenze dirette sulle forme privilegiate da ciascun modo di espressione:
- lo scritto permette riflessione, cancellature (rature), ritorno indietro;
- l'orale spontaneo è invece caratterizzato dal peso di:
- ripetizioni
- esitazioni
- correzioni per accumulo (corrections par cumul)
- falsi inizi (faux départs)
Le variazioni del francese
In ogni società e per ogni lingua esiste una variabilità delle forme, osservabile su tutti i piani: fonetico, morfologico, sintattico, lessicale e discorsivo.
- Variazione del francese
- Due assi principali
- Variazione secondo gli usi (diacronica, diatopica) e variazione secondo l'uso (niveaux de langue)
- Variation diachronique: riguarda l'evoluzione nel tempo — non si parlava francese nel XVII secolo come lo si parla oggi.
- Variation diatopique (spaziale, regionale): un parlante nativo non ha difficoltà a distinguere un accento strasburghese da uno montrealese.
Per quanto riguarda la variazione secondo l'uso, la pratica più diffusa distingue quattro niveaux de langue: soutenu, standard, familier e populaire. I principali fenomeni di variazione riguardano il lessico, ma anche tratti sintattici come le forme di negazione e di interrogazione; si osserva inoltre una maggiore frequenza di nominalizzazione e la sostituzione di verbi comuni (avoir, faire) con verbi più ricercati.
Alcuni elementi tipici di una tinta popolare della lingua:
- l'uso abbondante del pronome ça, tipico del francese popolare (un verre, ça va, trois verres bonjour les dégâts!);
- i jeux de mots (giochi di parole): la lingua popolare si caratterizza per un rapporto ludico e una tendenza marcata ai giochi di parole.
Morfologia dell'orale vs dello scritto
Questa sezione analizza in dettaglio come i segni grafici (grafemi) si relazionano ai suoni (fonemi), mostrando che la scrittura francese nasconde spesso informazioni grammaticali che a livello orale non si sentono.
Relazione tra scriptural e oral
A livello generale, lo scritto (grafico) rappresenta spesso aspetti grammaticali mascherati all'orale (fonico). La trascrizione ortografica ha dunque una doppia natura:
- phonologique (rende i suoni);
- idéographique (rende elementi di contenuto, come genere e numero).
Le quattro valeurs phonologiques del grafema
Un grafema può avere quattro tipi di valore fonologico:
- Valeur de base: la pronuncia più frequente del grafema.
- Valeur de position: pronuncia diversa a seconda della posizione del grafema nella parola.
- Valeur auxiliaire: il grafema non viene pronunciato ma modifica la pronuncia di un altro grafema.
- Valeur zéro: il grafema non viene pronunciato e non influisce sulla pronuncia di nessun altro grafema.
Valeur de position — esempio: i grafemi s e g corrispondono normalmente ai fonemi [s] e [g], ma:
- s si pronuncia /z/ tra due vocali: rosier
- g si pronuncia [ʒ] davanti a i ed e: garage
Valeur auxiliaire — esempio: in jet, la t aiuta a pronunciare la e come /e/ in assenza di accento grafico; in perdu, è la r che permette la corrispondenza tra e (senza accento grave) e il suono [ɛ].
Anche le voyelles nasales sono notate graficamente con una vocale + una consonante nasale (digramma), pur corrispondendo a un solo fonema: in piton [ɔ̃] e in grand [ɑ̃] la d finale non si pronuncia.
Corrispondenze fonema-digramma più comuni
| Fonema | Digrammi/trigrammi possibili | Esempi |
|---|---|---|
| /o/ | au, eau | chaud, fardeau |
| /k/ | qu | qui |
| /f/ | ph (parole di origine greca) | photographe |
| /e/ | e | ex aequo |
| /ɛ/ | aim, eim/ein, en, in/im, ym/yn | faim, feindre, coréen/lien, inconcevable/impensable, tym/syncope |
Valeur zéro
In alcuni casi il grafema non corrisponde a nessun suono:
- puits: t e s non corrispondono a nessun suono;
- dictée: la seconda e non corrisponde a nessun suono;
- pas: la s non corrisponde a nessun suono.
Valeur idéographique
Oltre al valore fonologico, il grafema può avere una valeur idéographique: fornisce cioè informazioni sul contenuto delle parole o sul sistema grammaticale (ad esempio le marche di plurale o femminile), che possono essere rappresentate o meno graficamente.
La corrispondenza grafema-suono varia anche secondo il tipo di parola in cui si trova:
- i monosyllabes hanno spesso un trattamento a parte: les si pronuncia [le] (la s non si sente), ma in elles [ɛl] non si pronunciano né l, né e, né s in sequenza normale;
- le terminaisons verbales generalmente non si pronunciano: ils parent [paʁ] → la desinenza -ent ha valore idéographique (non si pronuncia), mentre in le parent [paʁɑ̃] la stessa sequenza -ent ha valore fonologico.
Flessione di genere e numero: oral vs écrit
Confrontando la stessa frase allo scritto e all'orale si può contare quante marche (segni di accordo in genere/numero) sono effettivamente percepibili nei due codici.
- Il en a parlé avec son amie
- 1 marca del femminile allo scritto (la vocale "e" di "amie")
- 0 marche del femminile all'orale
Un secondo esempio più complesso, La vieille petite ville bretonne pluvieuse → Les vieilles petites villes bretonnes pluvieuses:
- 6 marche del plurale allo scritto, ma solo 1 all'orale (l'articolo les, poiché degli accordi del plurale se ne percepisce solo uno: gli altri si pronunciano uguali al singolare e al plurale);
- 4 marche del femminile allo scritto e 4 marche del femminile all'orale (vieilles, petites, bretonnes, pluvieuses si sentono).
Terzo esempio, Le joli petit village provençal ensoleillé → Les jolis petits villages provençaux ensoleillés:
- 6 marche del plurale allo scritto, ma solo 2 all'orale (les e provençaux, perché il resto si scrive con la s ma si pronuncia come se non ci fosse);
- tutto il gruppo nominale è al maschile.
Differenze tipologiche negli aggettivi: italiano vs francese
Confrontando italiano e francese emerge una differenza strutturale interessante nella formazione del femminile degli aggettivi.
- Italiano scritto: la vocale finale si modifica (piccolo/piccola)
- Francese scritto: si aggiunge una vocale (petit/petite)
- Italiano orale: si modifica la vocale
- Francese orale: si aggiunge una consonante ([peti]/[petit])
A livello orale si osserva che:
- il femminile ha un radicale lungo, es. [griz] (grise);
- il maschile ha un radicale corto, amputato della consonante finale, es. [gri] (gris).
Tabella riassuntiva maschile/femminile degli aggettivi
| Maschile (pronuncia) | Femminile (pronuncia) |
|---|---|
| idiot [o] | idiote [t] |
| faux [o] | fausse [s] |
| blanc [ɑ̃] | blanche [ʃ] |
| premier [e] | première [ʁ] |
| gentil [i] | gentille [j] |
| blond [o] | blonde [d] |
| long [o] | longue [g] |
| gris [i] | grise [z] |
| bon [o] | bonne [n] |
| distinct [e] | distincte [kt] |
Differenze tipologiche nei verbi
Anche nei verbi si osserva lo stesso fenomeno del morfema sottrattivo, questa volta applicato alla distinzione tra terza persona singolare e plurale.
- plurale → forma lunga: ils battent [bat]
- singolare → forma corta: il bat [ba]
Morfologia verbale orale: dal plurale al singolare per sottrazione
Un fenomeno tipico della coniugazione francese orale riguarda il modo in cui si passa dalla forma plurale a quella singolare di molti verbi irregolari in -re, -oir, -ir.
A differenza dell'italiano, in francese orale il singolare si ottiene spesso togliendo una parte del radicale lungo presente al plurale:
| Radicale lungo (plurale) | Radicale corto (singolare) |
|---|---|
| ils rompent | il rompt |
| ils suivent | il suit |
| ils disent [diz] | il dit [di] |
| ils peuvent [poev] | il peut [po] |
| ils dorment | il dort |
All'orale la logica morfologica parte quindi dal plurale e sottrae una parte del radicale per ottenere il singolare; all'iscritto, invece, si parte dal singolare e si aggiunge una desinenza (-nt) per formare il plurale.
Nell'ortografia scritta il principio è invece quello di conservare per quanto possibile un radicale grafico identico in tutta la coniugazione:
- Rendre: je rends – il rend – ils rendent
- Rompre: je romps – il rompt – ils rompent
Una vecchia regola ortografica ++vietava la sequenza t+s in fine di parola++: per questo si scriveva enfans fino al 1835, poi diventato enfants. La regola ha agito in modo incoerente: alcuni termini si sono adeguati nel tempo, altri (come sors, che avrebbe dovuto mantenere la -t finale dell'infinito sortir) sono rimasti come erano all'epoca della regola.
La sintassi dell'orale: dalla frase all'enunciato
Mentre la sintassi scritta si basa sulla nozione di frase (syntagme nominal + syntagme verbal, maiuscola iniziale, punto finale – esempio: Pierre lit), all'orale non si parla più di frasi ma di énoncés (enunciati), unità comunicative che non seguono necessariamente questa struttura.
Alcuni esempi mostrano come la sintassi orale si discosti da quella scritta:
- Tiens! Tu fais rien? → esprime sorpresa, stupore
- Alors il est pas très euh... pas très bon → sintassi sconvolta; alors funge da connettore che introduce una conseguenza
Le caratteristiche tipiche dell'enunciato orale sono i cosiddetti ratés du discours (gli "incidenti" del parlato):
- bafouillement (balbettio), lapsus
- frasi incompiute, costruzioni incoerenti, ripetizioni
- riparazioni: riformulazioni, rettifiche
A questi si aggiungono i marqueurs du discours parlé, piccole parole o particelle enunciative che strutturano il discorso orale.
Caratteristiche dei marcatori del discorso orale
I marcatori come alors, bon, donc subiscono una serie di trasformazioni rispetto al loro significato e alla loro funzione grammaticale originaria. Conoscere questi meccanismi aiuta a riconoscere il funzionamento reale della lingua parlata.
- Marcatore usato nello scritto
- perde progressivamente senso e funzione originaria
- diventa segnale discorsivo all'orale
- Désémantisation: perdita di senso rispetto al significato noto allo scritto. Esempio: alors in Alors aujourd'hui nous pouvons aller à la montagne non marca più né tempo né conseguenza, serve solo ad aprire la frase.
- Décatégorisation: un termine cambia categoria grammaticale di appartenenza. Esempio: aller (verbo) in aller-retour diventa un sostantivo; fort (aggettivo) in il est fort tard diventa avverbio; tiens tiens (dal verbo tenir) diventa un'espressione avverbiale di sorpresa.
- Persistance: due avverbi si susseguono mantenendo comunque lo stesso senso complessivo, usati per insistere su un concetto. Esempio: D'accord mais alors à 50 km de Bordeaux.
- L'attrition phonologique: perdita di un fonema, fenomeno tipico dell'orale. Esempio: bien → ben/bè; et puis → pis.
- Reduplication: raddoppiamento di una parola. Esempio: bon bon (caramella), tiens tiens (sorpresa).
- Coalescence: unione di elementi in contatto, appartenenti a categorie grammaticali diverse, che insieme acquisiscono un senso nuovo. Esempio: dis donc, usato per esprimere scontentezza (Dis donc, tu veux continuer comme ça?).
I principali marcatori del discorso: funzioni ed esempi
Alcune parole frequenti nel parlato francese svolgono funzioni molteplici, da riconoscere in base al contesto.
DONC
- Marca la conclusione di un ragionamento, la conseguenza di un'affermazione (= en conséquence, par suite de quoi): J'ignore tout de la question, donc je me tais.
- Segnala il ritorno a un punto precedente del discorso dopo una digressione: Ainsi donc, vous n'avez rien entendu?
- Rafforza una frase interrogativa, esclamativa o un'ingiunzione: Pourquoi donc a-t-il dit ça?
ALORS
- Indica il tempo (passato o futuro): J'avais alors une quinzaine d'années.
- Introduce una conseguenza (= en ce cas, dans ces conditions): Si vous êtes d'accord, alors vous pouvez signer.
- Sottolinea un'alternativa dopo ou (= sinon): Il doit être malade, ou alors il a raté son train.
- Nella lingua parlata, collega liberamente elementi di un racconto: Alors moi, ça m'a paru bizarre.
- In frasi esclamative o interrogative, esprime sentimenti vari (sorpresa, impazienza): Ça alors! C'est incroyable! Chic alors!
- Uso familiare per avviare una conversazione: Alors?
BON — rafforza una frase: ah bon, tu es venu!
EUH — marca esitazione, dubbio, restrizione, reticenza.
HEIN (espressione familiare)
- Sollecita con insistenza una risposta (= n'est-ce pas?): Cela est bien écrit, hein?
- Marca stupore, sorpresa, dubbio, richiesta di spiegazione (= comment? pardon? quoi?): Hein? Que dites-vous là?
- Marca soddisfazione: Hein! Qu'est-ce que tu dis de ça?
- Rafforza un ordine o un avvertimento.
Tempi e modi nell'orale spontaneo
Nelle situazioni di comunicazione meno riflessiva, il francese parlato mostra una netta preferenza per alcuni tempi verbali rispetto ad altri.
- Présent: usato anche per riferirsi a fatti passati o futuri, al posto della concordanza dei tempi che richiederebbe lo scritto: ce matin, je me réveille et qu'est-ce que je vois?; je passe te voir à la fin du mois (invece di je passerai).
- Passé composé: sostituisce quasi sempre il passato remoto (passé simple), ormai confinato allo scritto letterario: Victor Hugo est né à Besançon en 1802 et il est mort à Paris en 1885.
- Surcomposé: costruzione con doppio ausiliare (Je l'ai eu fait), un tempo diffuso nelle lettere, oggi limitato soprattutto alle aree occitane o francoprovenzali di confine tra Piemonte e Svizzera.
- Futur proche: molto frequente, legato alla situazione di enunciazione: Je vais vous le procurer.
- Futur simple convive col futuro prossimo, ma con sfumature diverse: nous allons nous marier (futuro prossimo, più imminente) vs nous nous marierons (futuro semplice, più lontano/programmatico); je vais mourir vs je mourrai.
Per quanto riguarda i modi:
- il subjonctif non è sempre usato dove sarebbe obbligatorio: Quoi que je dise, il me critique.
- all'orale il subjonctif è spesso non distinguibile dall'indicativo: Il faut que je lui parle (indicativo) vs il faut que je le vois (indicativo) / que je le voie (subjonctif).
- l'imparfait e il plus-que-parfait du subjonctif appartengono ormai solo alla lingua letteraria: Il souhaitait que vous fussiez des nôtres (litt.) si rende oralmente con Il souhaitait que vous soyez des nôtres.
All'orale si preferiscono inoltre i verbi coniugati rispetto ai participi, che restano tipici dello scritto:
| Scritto | Orale spontaneo |
|---|---|
| Ne faisant pas de sport, il se porte plutôt mal (participio, esprime causa) | Comme/vu qu'il ne fait pas de sport, il se porte plutôt mal |
| Trop déprimé pour venir, il est resté chez lui (participio passato, condizione/causa) | Il était tellement déprimé qu'il est resté chez lui |